Il 22 novembre 2017 il Consiglio dei  Ministri ha approvato uno dei tre decreti per promuovere il cinema italiano. Con esso è stato delineato un nuovo sistema di tutela per i minori. La censura totale è stata abolita per cui le opere cinematografiche dovranno essere classificate in base a quattro categorie. Il decreto sostituisce, quindi, la procedura vigente relativa al “nulla osta” alla proiezione in pubblico.

Le quattro categorie

La censura totale di un film è stata abolita per cui un’opera cinematografica per uscire non sarà più condizionata alla modifica della pellicola o al taglio delle immagini. I film, ma anche gli spot destinati per le sale, quindi, dovranno essere classificate dagli operatori del settore in base a quattro categorie. Al momento ve ne sono tre ovvero: le opere per tutti, quelli vietate ai minori di 14 anni e quelle vietate ai minori di 18 anni. Ora se ne aggiungerà una nuova che sarà il divieto di visione per i minori di 6 anni.

Sarà questo un modo di classificazione più flessibile che responsabilizzerà di molto gli operatori cinematografici. Saranno infatti loro a dover classificare l’opera in base alla fascia di età del pubblico. Costoro, poi, dovranno sottoporre la loro classificazione ad un organo competente che sarà la “Commissione delle opere cinematografiche” che prenderà il posto delle sette “Commissioni per la revisione cinematografica”.  Il decreto, infine, stabilisce che dovrà esserci anche un apposito regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per la classificazione delle opere audiovisive destinate ai videogiochi e al web.

Da sapere

Il decreto stabilisce inoltre che nel caso di film vietati ai minori di 14 e di 18 anni, coloro che hanno compiuto rispettivamente 14 e 18 anni potranno entrare in sala ma accompagnati da un genitore o da chi ne eserciterà la patria potestà.

Qualora i film contengano elementi violenti o sensibili, infine, ciò verrà comunicato allo spettatore mediante un nuovo sistema di icone.